PARIFICAZIONE DEL TRATTAMENTO GIURIDICO DEI FIGLI NATI DENTRO E FUORI DAL MATRIMONIO
Il Senato ha approvato, all’unanimità e con modificazioni, in data 16.5.2012, il DDL 2805 recante “Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali”, che elimina ogni distinzione tra figli legittimi e naturali, uniformando il loro diritto al mantenimento, all’educazione ed all’assistenza morale, al godimento di relazioni di parentela con i conseguenti effetti anche patrimoniali conferendo delega al Governo per la revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione che comporterà la parificazione del trattamento giuridico dei figli nati dentro e fuori dal matrimonio. Il testo approvato pone così fine alla storica discriminazione tra figli legittimi e naturali, che ancora permea la nostra legislazione e che neppure la riforma del 1975 era riuscita ad eliminare.
Nonostante l’unanimità raggiunta dal Senato su tale fondamentale principio, si è giunti ad una soluzione di compromesso quanto alla ripartizione delle competenze tra tribunale ordinario e tribunale minorile con riformulazione dell’art.38 disp. att. c.c. .
Si è attribuito infatti al tribunale ordinario, tra l’altro, la competenza per i procedimenti in materia di 317 bis c.c., nonché quelli relativi alla potestà genitoriale di cui all’art.330 e 333 c.c., qualora sia pendente tra le stesse parti un procedimento di separazione personale, di divorzio ovvero ex art. 316 c.c.
E’ altresì stato approvato un emendamento che introduce espressamente disposizioni a garanzia dei diritti dei figli agli alimenti e al mantenimento, nonché altre misure con cui si viene a rafforzare la tutela dei figli equiparandoli tra di loro.
Il testo è stato quindi ritrasmesso alla Camera per l’approvazione.
La mediazione raggiunta tra le forze politiche ha comportato la delibera da parte del Senato di impegnare il Governo “a favorire l’avvio e il buon esito dell’iter di riforma ordinamentale della giurisdizione in materia di relazioni familiari e diritti fondamentali delle persone, in particolare dei minori di età, mediante l’istituzione del «Tribunale per la persona e le relazioni familiari», giudice unico specializzato, presso il quale andranno a concentrarsi tutti i procedimenti relativi alla materia”.
La Commissione Giustizia del Senato ha previsto di esaminare con la procedura di urgenza i disegni di legge relativi alla ridisegnazione delle competenze in materia di famiglia e di minori davanti a un giudice unico specializzato, deliberando la congiunzione dell’esame dei progetti di legge n. 2252 (Serafini), 2441 (Garavaglia), 2844 (Cardiello) con il seguito dell’esame del DDL 3040 (Casellati).
Lo scontro che si è aperto già in sede di primo esame dei DDL lascia presagire un difficile cammino per le proposte che vorrebbero l’istituzione, auspicata da tempo dall’AIAF, di sezioni specializzate presso il tribunale ordinario competenti a trattare i procedimenti in materia di diritti delle persone e della famiglia.
La Senatrice Serafini del Partito democratico, firmataria del DDL 2252 relativo alla istituzione del “tribunale della famiglia”, costituito da giudice togati e da giudici onorari (psicologi e assistenti sociali) cui verrebbe attribuita la competenza anche per le cause di separazione personale, di divorzio e relative modifiche, compresi i procedimenti consensuali, ha immotivatamente e pesantemente attaccato in Senato l’Avvocatura giungendo ad affermare che “lo spostamento della competenza al tribunale ordinario non rappresenta una maggiore tutela per i minori, ma risponde agli interessi della lobby degli avvocati” !
I Senatori Alberti Casellati e Caliendo, firmatari del DDL 3040 “Delega al Governo per l’istituzione delle sezioni specializzate per le controversie in materia di persone e di famiglia”, nel dibattito del 16 maggio si sono espressi sulla necessità di istituire il “tribunale per la famiglia”: vogliamo sperare che si tratti di un mera definizione nominalistica, non di una rinuncia alla costituzione di sezioni specializzate presso il tribunale ordinario, perché diversamente dovremmo pensare a un incomprensibile quanto inspiegabile abbandono di un principio cardine nella amministrazione della giustizia.
L’AIAF RIBADISCE LA PROPRIA CONTRARIETA’ ALL’ISTITUZIONE DEL TRIBUNALE DELLA FAMIGLIA CHE ALTRO NON SAREBBE SE NON L’ATTUALE TRIBUNALE PER I MINORENNI CON COMPETENZE OGGI RISERVATE AL TRIBUNALE ORDINARIO: un tribunale che non garantisce l’applicazione dei principi del giusto processo, tra i quali l’imparzialità del giudice; che impiega tempi lunghissimi per la definizione dei procedimenti, con udienze di comparizione delle parti fissate avanti a giudici onorari; un organo che non assicura al minore la certezza della tutela sulle questioni urgenti, quali l’assegnazione della casa familiare e gli obblighi di mantenimento.
Le procedure che si attuano nei tribunali per i minorenni non assicurano la tutela dei diritti del minore, ma sono frutto di una visione paternalistica ed invasiva del giudice nella vita delle persone che verrebbe amplificata dall’istituendo tribunale della famiglia, composto anche da giudici onorari (psicologi e assistenti sociali), competenti ad occuparsi anche dei procedimenti di separazione consensuale e dei divorzi congiunti in presenza di minori, con una intollerabile invasione dello Stato nella sfera di esercizio di diritti fondamentali delle persone.
Milano, 17 maggio 2012
Il Presidente
Avv. Milena Pini
ASSEMBLEA GENERALE (dei delegati regionali AIAF)
RICERCA DI BUONE PRASSI E IPOTESI DI RIFORMA
ORDINAMENTALE, SOSTANZIALE E PROCESSUALE
DEL DIRITTO DI FAMIGLIA E MINORILE
17 – 19 maggio 2012
M i l a n o
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Si è riunito ieri, 12 aprile, presso il Cnf, il Tavolo dell’avvocatura, nato dalla mozione n. 8 votata dal Congresso straordinario di Milano. Presenti Cnf, Cassa forense, Oua e le Associazioni forensi. Dai lavori è emersa una posizione unitaria che è riassunta in un Comunicato stampa congiunto che alleghiamo.
Il Tavolo ha ribadito il pieno appoggio al Parlamento perché prosegua speditamente alla riforma della professione con legge ed ha richiesto la veloce calendarizzazione in aula alla Camera della proposta di legge. Ha espresso inoltre disponibilità a valutare le modifiche necessarie ad adeguare il testo dell’Ac 3900 alle recenti innovazioni legislative introdotte dalla Manovra di agosto, ma rispettando il ruolo costituzionale e i principi fondanti della professione, l’autonomia e l’indipendenza. Ed ha stigmatizzato l’operato del Governo che, in spregio del ruolo del Parlamento e della funzione di difesa dei diritti dei cittadini affidata agli avvocati, ha ribadito l’intenzione di por mano alla riforma dell’ordinamento per regolamento ministeriale.
Il Tavolo lavorerà a ipotesi di modifica della proposta di legge, che saranno rimesse entro aprile nelle mani di Parlamento e Governo, per ribadire la volontà dell’avvocatura di procedere all’ammodernamento della professione per garantire indipendenza, preparazione, qualificazione, e correttezza alla funzione di difesa dei diritti dei cittadini. Nel pieno rispetto della Costituzione.
In apertura dei lavori, il vicepresidente del Cnf Ubaldo Perfetti ha ribadito l’opportunità di stabilire una metodologia di lavoro unitaria per predisporre proposte di modifica al progetto di legge condivise da tutta l’avvocatura.
Il consigliere segretario del CNF Andrea Mascherin ha sottolineato la sovranità del Parlamento in una materia che coinvolge la tutela dei diritti dei cittadini.
Leggi il Comunicato stampa del Tavolo dell’Avvocatura 12_4_2012
Nell’intervento è stata sottolineata l’esigenza di richiedere al Parlamento l’approvazione immediata della riforma della professione forense, nel testo elaborato unitariamente dall’avvocatura e ancora all’esame della Commissione Giustizia della Camera, dopo essere stato licenziato dal Senato. Così come è stata ribadita la necessità che venga riconosciuta la specializzazione, quale condizione che può dare rilevanza alla qualità della prestazione professionale e consentire un ampliamento delle competenze dell’avvocato, quale ad esempio la possibilità di autenticare le scritture private.
Leggi l’intervento della presidente AIAF
Per ascoltare l’intervista rilasciata a Il Sole24ore collegati al sito: http://video.ilsole24ore.com/SoleOnLine5/Video/Norme%20e%20Tributi/Diritto/2012/consiglio-nazionale-forenze/avvocati-15-milena-pini-famiglie-minori/avvocati-15-milena-pini-famiglie-minori.php

La presidente dell’AIAF, avv. Milena Pini, ha ribadito, nel corso dell’incontro tenutosi a Roma il 22.2 con la Commissione sulla deontologia del CNF, le richieste dell’AIAF volte a integrare e modificare il codice deontologico forense in relazione alla specifica attività difensiva dell’avvocato che tratta la materia del diritto di famiglia e minorile. Nella attuale situazione in cui il Governo ha dato via libera alla pubblicità e ha abolito le tariffe, la mancanza del riconoscimento della specializzazione, che può garantire ai cittadini la qualità della prestazione professionale dell’avvocato cui si rivolgono, rischia di creare danni sia ai cittadini che all’immagine della stessa Avvocatura.
E’ pertanto urgente che il Consiglio Nazionale Forense provveda a modificare e integrare il codice deontologico forense, soprattutto quanto ai doveri di formazione, aggiornamento professionale e assunzione dell’incarico solo in quanto effettivamente competenti in materia.
Tutti i rappresentanti dei partiti che hanno partecipato all’Assemblea si sono impegnati per la prosecuzione dell’esame della riforma dell’ordinamento forense in Commissione Giustizia della Camera. L’On.le Bongiorno ha in effetti comunicato che da martedi 28.2 riprenderanno i lavori sul testo di riforma. L’Avvocatura comunque vigilerà perchè queste promesse si tramutino finalmente in un testo legislativo.
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ASSEMBLEA – DIBATTITO
Roma, 23 febbraio 2012
Residenza di Ripetta – Via di Ripetta 231
L’Unione si confronta con la Politica per ragionare sullo statuto dell’Avvocatura
| Ore 10.00Presiede Avv. Vinicio Nardo – Tesoriere UCPIInterventi Avv. Prof. Paola Balducci – Responsabile Giustizia SELSen. Giacomo Caliendo – Commissione Giustizia Senato (PDL)Avv. Roberto Cota – Presidente Regione PiemonteOn.le Maurizio Paniz – Commissione Giustizia Camera (PDL)
On.le Pino Pisicchio – Commissione Affari Costituzionali Camera (ApI) On.le Roberto Rao – Commissione Giustizia Camera (UDC) Interventi programmati delle Camere Penali Tavola rotonda Sen. Filippo Berselli – Presidente Comm. Giustizia Senato (PDL) Sen. Franco Bruno – Comm.Giustizia Senato (ApI) Sen. Anna Finocchiaro – Capogruppo PD al Senato Avv. Valerio Spigarelli – Presidente UCPI
Ore 13.30 – Light lunch |
Ore 14.30Presiede Avv. Beniamino Migliucci – Presidente del Consiglio delle Camere PenaliInterventi Avv. Prof. Guido Alpa – Presidente CNFOn.le Mario Cavallaro –Commissione Giustizia Camera (PD)On.le Enrico Costa – Commissione Giustizia Camera (PDL)On.le Andrea Orlando – Responsabile Giustizia PD
On.le Gaetano Pecorella – Commissione Affari Costituzionali Camera (PDL) Avv. Antonio Francesco Rosa – Presidente dell’Unione Triveneta dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati Tavola rotonda Modera: Avv. Franco Oliva – Segretario UCPI Dott. Paolo Corder – Magistrato – Componente CSM Avv. Giuseppe Fontana – Presidente AGI Avv. Bruno Lo Giudice – Referente UNCAT Avv. Renzo Menoni – Presidente UNCC Avv. Milena Pini – Presidente AIAF
Interventi programmati delle Camere Penali Ore 17.30 Conclude Avv. Giuseppe Conti – Vice Presidente UCPI |
In risposta alle misure adottate dal Governo, l’Avvocatura, rappresentata da tutte le sue componenti istituzionali e associative, ha deliberato di non partecipare alle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario. Il presidente del CNF interverrà alla cerimonia in Corte di Cassazione con un discorso unitario dell’Avvocatura, con il quale denuncerà il nostro disagio e i rischi per la tutela dei diritti dei cittadini. Lo stesso testo verrà letto dai presidenti degli Ordini distrettuali in occasione delle cerimonie di inaugurazione che si svolgeranno nei distretti, alle quali comunque l’Avvocatura non presenzierà.
L’AIAF ribadisce che è necessario dare avvio ad un processo di confronto con il Governo sulle iniziative di riforma della giustizia e di liberalizzazione delle professioni, confermando la sua disponibilità a collaborare per individuare le soluzioni più efficaci per migliorare l’efficienza della giustizia e per varare la riforma della professione forense.
Le Proposte dell’Avvocatura, contenute nel Manifesto:
* Introdurre la convenzione partecipativa di negoziazione: sistema alternativo di risoluzione stragiudiziale affidato agli avvocati garantisce tempi più rapidi e sicurezza giuridica. In Francia è già in vigore. La proposta, elaborata dall’Unione Triveneta dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati e dall’AIAF, per la parte relativa ai procedimenti di famiglia, c sostenuta dall’Unione Nazionale delle Camere Civili e dall’AIGA, amplia la competenza dell’avvocato, che certifica non solo l’autenticità della firma della parte che assiste, ma anche attesta che il contenuto dell’accordo corrisponde alla volontà espressa dalle parti nell’accordo conclusivo.
* Aggredire l’arretrato civile con il coinvolgimento attivo degli avvocati con adeguata esperienza e ragionevole affidabilità, selezionati dai Consigli dell’Ordine di appartenenza, che sarebbero chiamati a decidere talune specifiche controversie indicate dai Presidenti dei Tribunali.
* Per fare questo è necessario effettuare una stima seria dei processi pendenti, per utilizzare in modo razionale e efficace le risorse, eliminando sprechi e ritardi; e rafforzare il Programma di gestione dei tempi del processo redatto dai Presidenti dei Tribunali attraverso una loro maggior responsabilizzazione e il coinvolgimento dei singoli Consigli degli Ordini degli Avvocati per avere un’agenda dei lavori certa e celere.
* Ridurre i tempi di redazione delle sentenze, creando uno staff di giuristi che affianca il magistrato nella fase che precede la sentenza attraverso la ricostruzione dell’iter processuale svoltosi fino a quel momento (le ricerche sui precedenti, orientamenti dottrinali ecc.).
* Rendere operativo il processo telematico con investimenti seri di risorse economiche e tecniche. L’informatica applicata alla gestione della giustizia accelera i tempi e riduce i costi.
* Previsione di un alleggerimento delle procedure delle Corti d’appello, ridisegnando la competenza funzionale, togliendo loro il contenzioso derivante dalla c.d. Legge Pinto e snellendo la collegialità delegando l’istruzione della causa ad un singolo Consigliere.
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