DDL UNIONI CIVILI: RITARDO VERGOGNOSO, I DIRITTI FONDAMENTALI NON POSSONO ASPETTARE. PREOCCUPAZIONE PER L’ULTERIORE SLITTAMENTO DELLA DISCUSSIONE IN AULA

Ddl unioni civili: ritardo vergognoso, i diritti fondamentali non possono aspettare.

preoccupazione per l’ulteriore slittamento della discussione in aula

AIAF – Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia, le persone ed i minori, presente su tutto il territorio nazionale, cui aderiscono oltre 1800 avvocati che operano prevalentemente nel settore del diritto di famiglia, minorile e delle persone, vede con preoccupazione il nuovo stallo politico al ddl Cirinnà sulle unioni civili.

Il Governo e la sua maggioranza – dichiara il presidente di AIAF Alessandro Sartoricontinuano a non mantenere l’impegno di una legge che doveva essere varata già nella scorsa primavera”.

A luglio la Corte di Strasburgo ha condannato il nostro Paese per la violazione dell’art 8 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, che impone agli Stati aderenti di riconoscere e tutelare il diritto al rispetto alla vita familiare senza alcuna discriminazione. La Corte Costituzionale ha ammonito il nostro Parlamento fin dal 2010 affermando che le persone unite in coppie omosessuali hanno diritto ad uno status giuridico alternativo al matrimonio, se questo viene loro precluso.

“Non si può continuare – afferma Sartori a negare il riconoscimento di diritti fondamentali come poter assistere il proprio partner malato o riceverne la pensione di reversibilità. AIAF, che pur sostiene la soluzione del matrimonio egualitario, chiede che venga approvato quanto prima il ddl in esame che, quantomeno, garantisce quelle tutele minime, anche per i figli, che negli altri Paesi europei sono già riconosciute”.

Speriamo che l’appello dei giuristi di Articolo29 “Unioni gay: i bambini innanzitutto” teso a garantire tutele minime anche ai bambini, che AIAF ha sottoscritto insieme a oltre 440 giuristi docenti, magistrati e avvocati sia un ulteriore stimolo e sprone per il Parlamento a superare in fretta l’impasse.

“AIAF – conclude Sartori ritiene inaccettabile e vergognoso che ci siano cittadini italiani cui è ancora negato il rispetto della vita familiare e che trovano tutela solo nei tribunali europei”.

’AIAF – Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori è un’associazione di rappresentanza e di categoria, senza fini di lucro, che opera sull’intero territorio nazionale, aperta all’adesione di avvocati che esercitano la professione con continuità o prevalentemente nel settore del diritto di famiglia, minorile e delle persone. Si è costituita a Roma il 2 febbraio 1993; è strutturata in sezioni regionali, che a loro volta hanno sezioni territoriali coincidenti con le sedi circoscrizionali dei tribunali. Nel Regolamento sul riconoscimento del titolo di avvocato specialista, approvato dal Consiglio Nazionale Forense il 24 settembre 2010, l’AIAF è stata riconosciuta, in forza della sua rappresentatività e diffusione territoriale, come associazione specialistica per l’area del diritto di famiglia, dei minori e delle persone, ed inserita di diritto nell’elenco delle associazioni specialistiche. L’AIAF ha istituito una Scuola di alta formazione in diritto di famiglia, minorile e delle persone, con corsi di durata biennale, secondo i criteri indicati nel Regolamento del CNF per accedere all’esame per il conseguimento del titolo di specializzazione. Dalla sua fondazione organizza convegni, corsi, seminari e incontri di studio.

Il 29 dicembre il Presidente dell’AIAF Alessandro Sartori ha rilasciato un’intervista al quotidiano La Repubblica in merito al Fondo di solidarietà per il coniuge in stato di bisogno, istituito dal Governo con la legge di stabilità.

Il 29 dicembre il Presidente dell’AIAF Alessandro Sartori ha rilasciato un’intervista al quotidiano La Repubblica in merito al Fondo di solidarietà per il coniuge in stato di bisogno, istituito dal Governo con la legge di stabilità.

http://www.repubblica.it/cronaca/2015/12/29/news/quell_esercito_di_padri_separati_che_non_paga_il_mantenimento-130294089/?refresh_ce

Alle ore 22.00 di martedì 15 dicembre il Presidente Nazionale AIAF, Alessandro Sartori, ha partecipato telefonicamente in diretta alla trasmissione “Divorzio Breve” in onda su Radio Radicale…

Alle ore 22.00 di martedì 15 dicembre il presidente nazionale di AIAF, Alessandro Sartori, ha partecipato telefonicamente in diretta alla trasmissione “Divorzio Breve” in onda su Radio Radicale. Durante il suo intervento Sartori ha avuto occasione di esporre in maniera articolata e completa perplessità, posizioni e motivazioni dell’Associazione. Insieme al presidente Sartori sono intervenuti: il senatore Sergio Lo Giudice, componente la Commissione Giustizia  del Senato, Diego Sabatinelli e l’avvocato Alessandro Gerardi rispettivamente segretario e tesoriere della Lega Italiana per il Divorzio Breve. Al link di seguito è possibile riascoltare la trasmissione:

http://www.radioradicale.it/scheda/461731/divorziobreveit-trasmissione-della-lega-italiana-per-il-divorzio-breve

E’ scaduto il 14 dicembre il termine ultimo per la presentazione di emendamenti al Disegno di legge delega per la riforma del processo civile (AC 2953)…

E’ scaduto il 14 dicembre il termine ultimo per la presentazione di emendamenti al Disegno di legge delega per la riforma del processo civile (AC 2953).

Sul DDL il 22 giugno  AIAF era stata audita ‎dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati ed aveva esposto il proprio fermo dissenso alla scelta del Governo di conservare il doppio binario di competenze civili del tribunale ordinario e del tribunale per i minorenni presentando alcune‎ note ed emendamenti (disponibili al link http://www.aiaf-avvocati.it/files/2015/07/AIAF_DOCUMENTO_AUDIZIONE-22.6.2015-2.pdf).

L’auspicio è che gli emendamenti AIAF vengano accolti e che l’iter del ddl segua un percorso celere in Aula e quindi al Senato.

L’AIAF Associazione Italiana della Famiglia e dei Minori esprime profondo sdegno per l’orrendo delitto che a Perugia ha visto la giovane Collega Raffaella Presta vittima dell’ennesimo caso di femminicidio.

Manifestiamo solidarietà e cordoglio alla famiglia, rivolgendo, in particolare, un pensiero al figlio di 6 anni, privato della madre.

Si evidenzia la necessità di non sottovalutare le violenze che si verificano all’interno delle famiglie, invitando le Istituzioni e le Forze dell’Ordine ad affinare sempre più la loro azione di coordinamento, affinché si possa prevenire il più possibile ogni tipo di violenza e, soprattutto, di femminicidio.

Sollecitiamo al contempo i responsabili del mondo della scuola a promuovere una cultura del rispetto, dell’accoglienza e della non violenza, invitando le forze politiche e sociali ad incentivare efficaci politiche di genere sul territorio.

La morte della Collega ci sollecita ad acquisire senso di unità e di responsabilità condivisa impegnando gli Avv.ti dell’AIAF ad assumere ogni più opportuna iniziativa per rendere  il contesto sociale in cui operano immune da una non più accettabile violenza di genere.

Comunicato

L’Associazione Nazionale Forense, come preannunciato da una nota a firma del Presidente dell’ANF Avv. Pansini, diffusa il 29 settembre, ha impugnato avanti al TAR  Lazio il decreto sulla specializzazione; l’udienza per la discussione sulla sospensiva è fissata per il 22 c.m.
La giunta esecutiva dell’AIAF si riunirà al più presto per valutare quali iniziative assumere, anche di concerto con le altre associazioni specialistiche per la quali, pur tra tante criticità, questo regolamento ha segnato un traguardo storico.
ANF ha scelto di assumere una dura posizione, per il vero in parte annunciata, confermando la propria contrarietà alla disciplina adottata dal Ministero, “ma non all’idea della specializzazione in sé”.
Nel mirino dell’ANF vi sono l’unicità del “Diritto penale” come materia specialistica da un lato e l’eccessiva parcellizzazione delle materie in ambito civilistico, dall’altro, ed anche i criteri, giudicati eccessivamente discrezionali, con cui il CNF si troverebbe a valutare la qualità degli incarichi ai fini del riconoscimento della qualifica di specialista.
Soprattutto riguardo a questo ultimo aspetto l’AIAF, che  ha attivamente partecipato al tavolo Ministeriale sulle Specializzazioni, rappresentata dalla (allora) Presidente Nazionale Luisella Fanni e dal collega Maurizio Bandera, attuale direttore della Scuola di Alta Formazione “Milena Pini”, ha da subito rappresentato al Ministro le sue perplessità e  guarda ora con grande e critica  attenzione ai passi che il CNF dovrà compiere per chiarire i criteri con cui sarà attuato il decreto, senza cessare di far valere le ragioni dei suoi iscritti e di tutti gli avvocati che possono vantare l’esercizio esclusivo o prevalente dell’attività in diritto di famiglia secondo i parametri oggettivi indicati nel regolamento.
L’iniziativa di ANF  rischia  però di  confermare l’immagine di un avvocatura  drammaticamente divisa e quindi poco credibile, le cui differenti componenti ed  anime discutono tra loro come nelle aule giudiziarie.
Ma vi è un aspetto in particolare su cui ANF non centra affatto l’obiettivo, ed è nella critica verso le scuole di specializzazione che avrebbero un’impostazione “teorica e culturale”.
La scuola di alta formazione dell’AIAF, dal 2011, ha elaborato un modello scientifico e didattico, di concerto con l’Università ed in convenzione con il CNF, basato proprio sull’equilibrio tra le garanzie di scientificità, offerta dell’accademia ed il taglio pratico di una formazione fatta prevalentemente da avvocati per gli avvocati.
E proprio questo modello virtuoso, sperimentato dalle associazioni specialistiche storiche AIAF, UICP Camere Penali, AGI giuslavoristi e UNCAT tributaristi, ha ispirato la disciplina sugli standard delle scuole di specializzazione contenuta nel regolamento.
Sull’onda di ANF sembra muoversi anche l’OUA, che aveva indetto per il giorno 7 ottobre scorso una riunione a Roma per decidere eventuali iniziative in opposizione al regolamento.
La nostra associazione ha preferito, di concerto con le Consorelle AGI, UCPI ed UNCAT, declinare l’invito affidando anche alla stampa un comunicato congiunto sottoscritto dai rispettivi Presidenti, che chiarisse le ragioni di questa decisione e ribadisse il concetto che “Il regolamento della specializzazione, “pur perfettibile nel tempo”, è “un risultato importante per l’Avvocatura e per la collettività, che deve essere adeguatamente valorizzato” e che “Qualsiasi iniziativa di contrasto, tanto più giudiziale, al regolamento sarebbe dunque insanabilmente contraddittoria con la nostra posizione e con la stessa natura delle nostre associazioni”.
Per riequilibrare i toni del dibattito ed affrontare il tema delle specializzazioni in maniera concreta e costruttiva, è in corso di organizzazione un importante evento da parte di AIAF, UICP, AGI e UNCAT che si terrà a Milano a fine novembre, primi di dicembre, in cui verranno coinvolte non solo le Scuole già avviate, ma anche importanti esponenti del mondo accademico, professionale e politico; ve ne daremo notizia sul sito e su questa newsletter.

Regolamento Specializzazione

Il regolamento della specializzazione è “un risultato importante per l”Avvocatura e per la collettività”, che deve essere adeguatamente valorizzato”.
“Qualsiasi iniziativa di contrasto, tanto piu” giudiziale, al regolamento sarebbe dunque insanabilmente contraddittoria con la nostra posizione e con la stessa natura delle nostre
associazioni”.
Cosi” in una nota congiunta i presidenti di Agi (Avvocati Giuslavoristi Italiani) Aldo Bottini, di Ucpi (Unione delle Camere Penali Italiane) Beniamino Migliucci, di AIAF (Associazione Italiana Avvocati Famiglia e Minori) Alessandro Sartori e di Uncat (Unione Nazionale Camere Avvocati
Tributaristi) Bruno Lo Giudice, spiegano i motivi della loro decisione di non partecipare al tavolo convocato dall”Organismo Unitario dell”Avvocatura in tema di specializzazione.
“L”incontro – fanno notare le quattro associazioni specialistiche tra le piu” rappresentative nell”ambito forense – si caratterizza all”evidenza come un”iniziativa volta a porre in
essere azioni, ”politiche e/o giudiziarie”, di contrasto al regolamento della specializzazione recentemente emanato.
Riteniamo, in coerenza con le posizioni da noi in piu” occasioni espresse, di non parteciparvi. Per questo siamo attivamente impegnati nella sua attuazione, tutti insieme e a fianco del Cnf, nelle forme migliori possibili e in coerenza con le esperienze che da tempo le nostre associazioni promuovono nel campo della formazione specialistica”.
“Cio” naturalmente, pur esprimendo forte dissenso sull”impugnativa al Tar del regolamento stesso – concludono le associazioni – nulla toglie alla nostra disponibilita” ad un confronto costruttivo, all”interno di tutte le componenti dell”Avvocatura, sui temi della specializzazione e degli sviluppi futuri della nostra professione”.

Comunicato

L’AIAF (Associazione Italiana degli Avvocati per le Famiglie e per i Minori) esprime sconcerto in relazione alla vicenda dell’allontanamento di un neonato dalla madre effettuato subito dopo il parto.

Tale provvedimento, secondo le dichiarazioni riportate dalla stampa nazionale è stato adottato dal Pubblico Ministero Minorile per soddisfare l’esigenza di “cristallizzare” la situazione affinchè “i Giudici prendano decisioni nell’assenza di condizionamenti derivanti da aspettative”.

L’AIAF non è mai intervenuta su casi giudiziari aperti nel rispetto dei procedimenti in atto.

Poiché lo stesso PM ha, però, ritenuto di interloquire con i media gli avvocati italiani dell’AIAF (che un’Associazione diffusa in tutto il territorio nazionale e con il maggior numero di aderenti) sentono di dover affermare l’estraneità alla logica della tutela dei diritti dei minori della decisione cautelare adottata.

Allontanare un neonato dalla madre è una decisione gravissima; la letteratura scientifica è pacifica nell’individuare la causa di traumi profondi e difficilmente reversibili nella perdita delle cure materne nella prima fase di vita del bambino.

La Convenzione di New York sui diritti del fanciullo e la Convenzione Europea di –Strasburgo riconoscono il diritto alle relazioni figlio-genitore come un diritto fondamentale, per cui lo Stato non dovrebbe attuare ingerenze che condizionino o limitino questa relazione se non per soddisfare esigenze che abbiano lo stesso rango giuridico del diritto fondamentale che si va a limitare.

Pertanto la relazione figlio-madre si può interrompere solo per un’esigenza di tutela del minore che si risolva nell’evitare allo stesso un danno superiore a quello comunque derivante dalla separazione dalla madre.

Il bambino, nato nella notte di ferragosto, avrebbe dovuto essere inserito con la madre, dopo la dimissione dall’ospedale, in una struttura (ICAM) a custodia attenuata per madri detenute, come deciso dal Tribunale del Riesame lo scorso 15 agosto.

La capacità genitoriale della madre avrebbe dovuto (e dovrebbe) essere indagata ed accertata in una logica di contraddittorio e non essere aprioristicamente esclusa.

Il provvedimento del P.M.M. appare eccessivo e superficiale anche solo considerando che al neonato non poteva derivare alcun danno o pericolo nell’essere accolto in struttura protetta dalle braccia e dal seno materno.

Poteva il P.M.M. segnalare il caso al Tribunale per i Minorenni e attendere la decisione del Tribunale stesso che ci si augura sia presa in contraddittorio dopo un serio accertamento della capacità genitoriale della madre stessa.

Non va dimenticato che anche nel noto caso della sig.ra Franzoni, ritenuta con sentenza definitiva omicida di un figlio, il  Tribunale ha consentito che la stessa partorisse in stato di detenzione con il permesso di scontare la pena residua in maniera attenuata, proprio in ragione della necessità di crescere il piccolo.

La giustizia per i minori dovrebbe adeguarsi ai tempi dei bambini e i diritti delle persone minorenni non dovrebbero essere “cristallizzati”.

In questo caso, invece, un bambino è stato strappato al seno materno, malgrado non vi fosse alcun pericolo per lo stesso.

L’AIAF si augura che il Tribunale per i Minori sappia decidere nel rispetto dei diritti del fanciullo e del diritto ad un giusto processo sulla responsabilità genitoriale dei genitori dello stesso.

Presentato a Roma il 17 Giugno 2015 l’8°Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, anno 2014-2015.

Presentato  a Roma il 17 Giugno 2015 l’8°Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, anno 2014-2015.
A vent’anni esatti dal primo Rapporto sullo stato di attuazione della CRC, inviato dall’Italia al Comitato ONU per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, “il sistema organico di politiche per l’infanzia” su cui il nostro paese si era impegnato con la ratifica della Convenzione non è stato realizzato.
Il Gruppo CRC con la pubblicazione dell’8° Rapporto di aggiornamento prosegue il monitoraggio dell’attuazione in Italia della Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC) e dei suoi Protocolli Opzionali, intrapreso a partire dall’elaborazione del 1° Rapporto Supplementare nel 2001. In questi quindici anni di lavoro il Gruppo CRC ha pubblicato otto Rapporti di aggiornamento annuale e due Rapporti Supplementari che sono stati inviati al Comitato ONU per contribuire insieme al Rapporto governativo all’analisi dello stato di attuazione della Convenzione in Italia. La pubblicazione annuale testimonia la costanza e l’impegno assunto dalle 90 associazioni,tra cui l’AIAF,  nel garantire un aggiornamento puntuale dell’attuazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti nel nostro Paese. In vista dell’imminente adozione del IV Piano Nazionale Infanzia il Gruppo CRC auspica che i contenuti del Rapporto possano arricchire il suddetto piano e contribuire alla definizione delle azioni necessarie.