Le Associazioni specialistiche per il rinnovamento della professione forense
A conclusione dei lavori del XXX Congresso Nazionale forense, risulta evidente come il contributo delle Associazioni forensi sia fondamentale per dare impulso ad un processo riformatore della professione, e innovare profondamente l’Avvocatura consegnando ai cittadini una nuova e più qualificata figura professionale.
In particolare sul tema della specializzazione, al Congresso sono emerse posizioni spesso confuse anche quando si ispiravano ad istanze largamente condivisibili, quale quella di garantire ai giovani avvocati la possibilità di competere per merito, impegno e deontologia.
La specializzazione è una necessità indefettibile se si vuole riqualificare la professione forense, essa è per i giovani, non contro i giovani poiché contrasta le “rendite di posizione” che sono tanto più inattaccabili quanto meno le specifiche conoscenze e competenze diventano “spendibili”. Del resto, l’introduzione delle specializzazioni non intacca la figura dell’avvocato generalista, che svolge una funzione insostituibile soprattutto in alcune realtà di media e piccola dimensione del territorio nazionale, ma rappresenta un approdo qualificato e qualificante in realtà dove la specializzazione si è già di fatto affermata, tutelando il cittadino e consentendogli una scelta più consapevole del professionista a cui affida la propria tutela.
Il regolamento con il quale il CNF ha istituito la specializzazione rappresenta un valido approdo, non per questo immodificabile.
Le aree specialistiche potranno essere in parte rivisitate ed altri miglioramenti sono certo possibili prima della sua entrata in vigore ma sarebbe suicida per l’avvocatura intaccarne i pilastri fondamentali svuotando di serietà e qualità i titoli specialistici.
Molte critiche sono state mosse, ad esempio, alla norma transitoria; al riguardo abbiamo spesso ribadito come ogni disposizione di questo tipo sia per certi versi necessariamente ingiusta e che la misura della sua accettabilità è da ricercarsi esclusivamente nella idoneità a raccordare passato e futuro, portando ad includere quelli che già possono essere riconosciuti come specialisti, per non pregiudicare il valore del titolo, senza danneggiare i più giovani che invece il titolo se lo devono conquistare. Ciò posto, si potrà anche modificare la norma transitoria, ma sempre prestando attenzione a non indurre avvocati già riconosciuti come specialisti in una certa materia, con comprovati titoli ed esperienza, ad assumere un comportamento di indifferenza ovvero di aperto contrasto nei confronti del titolo, così affossandone il valore e rendendolo inutile per i più giovani che vorranno specializzarsi.
Le Associazioni AGI, AIAF, UCPI e UNCAT ritengono improcrastinabile l’avvio della specializzazione e proseguiranno in ogni caso e senza attendismi lungo questo cammino, e chiedono al CNF, che lo ha intrapreso con convinzione, di dare nuovo e decisivo impulso alla sua iniziativa, ed a tutta l’avvocatura di trovare unità e compattezza perché si affermi la figura dell’avvocato come difensore dei diritti e delle libertà dei cittadini, forte, competente e deontologicamente corretto.
Nel contempo ribadiscono l’esigenza che l’Avvocatura mantenga una vigile attenzione sui lavori parlamentari per la riforma dell’ordinamento forense, richiamando ancora una volta i rappresentanti politici alle promesse di approvare il testo legislativo a tempi serrati, e nel testo elaborato dall’Avvocatura.
AIAF Avv. Milena Pini
AGI Avv. Giuseppe Fontana
UCPI- UNIONE CAMERE PENALI ITALIANE Avv. Valerio Spigarelli
UNCAT Avv. Patrizio Tumietto
