La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 4, comma 3, 9, commi 1 e 3 e 12, comma1, della Legge 19 febbraio 2004, n. 40, relativi al divieto di fecondazione eterologa medicalmente assistita.

9 aprile 2014

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 4, comma 3, 9, commi 1 e 3 e 12, comma1, della Legge 19 febbraio 2004, n. 40, relativi al divieto di fecondazione eterologa medicalmente assistita.

DIVORZIO BREVE

DIVORZIO BREVE

In data 8 aprile 2014 la Commissione Giustizia della Camera ha approvato il disegno di legge avente ad oggetto la modifica dell’art. 3 della legge 1 dicembre 1970 n. 898 in materia di presupposti per la domanda di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, fissando il termine per la presentazione di emendamenti al 30 aprile 2014.

Nel corso della seduta l’onorevole Moretti, relatore, ha rappresentato l’esigenza di procedere, in pendenza del termine di presentazione degli emendamenti, all’audizione di un magistrato competente in materia di separazione e divorzio, e di rappresentanti dell’Associazione italiana degli avvocati per la famiglia e per i minori (AIAF).

L’audizione avrà luogo alle ore 13.30 di giovedì 24 aprile prossimo. In particolare, saranno sentiti il dottor Riccardo Rosetti della I sezione civile del Tribunale di Roma e l’avvocato Luisella Fanni, presidente dell’AIAF, accompagnata dal Presidente dell’AIAF Veneto, avvocato Alessandro Sartori.

IN RICORDO DI MILENA PINI

Milena e l’AIAF: la passione dominante degli ultimi 20 anni.
Attualità del suo pensiero

Il numero Straordinario 2013 della Rivista dell’AIAF, dedicato interamente a lei, ad un anno dalla Sua inaccettabile scomparsa, vuole onorare la sua pregevole elaborazione giuridica e il suo continuo, inesauribile e innovativo impegno nella vita associativa, fortemente caratterizzata dal suo pensiero e dalla sua azione.

COMUNICATO AIAF

Ai cittadini

Perché gli avvocati protestano?

  • perché i costi di accesso alla giustizia dal 2002 al 2012 sono aumentati del 55,62% per il primo grado, del 119,15% per l’appello, del 182,67% per il ricorso in cassazione;
  • perché dal 2.01.2014 lo Stato ha aumentato da euro 8 a euro 27 la marca da bollo che devi pagare per l’iscrizione della causa a ruolo;
  • perché, se non sei ricco, il patrocinio a carico dello stato prevede compensi per la tua difesa talmente irrisori, ridotti ad un terzo di quelli liquidati abitualmente dal giudice, da rendere non più possibile da parte degli avvocati l’attività difensiva nel rispetto del decoro della professione;
  • perché esistono proposte di legge che prevedono che, se vuoi conoscere la motivazione per cui un giudice ti ha dato torto, dovrai pagare anticipatamente una quota del contributo unificato dovuto per il grado successivo, anche se poi deciderai di non impugnare il provvedimento; e se decidi di impugnarlo dovrai ancora pagare;
  • perché, nonostante 17 modifiche del codice di procedura civile tese a rendere più spedito il processo, la durata media dei procedimenti ordinari civili in primo e secondo grado è aumentata di due anni (da 5,7 anni del 2005 a 7,4 anni nel 2011)


Perché gli avvocati dell’AIAF protestano?

Gli avvocati dell’AIAF, quali avvocati che si occupano di diritto di famiglia e dei minori, protestano perché la “rottamazione” della giustizia civile che sta avvenendo in Italia, incide ancor più profondamente nelle controversie che attengono ai diritti della persona, adulta e minorenne.


Gli avvocati dell’AIAF
vogliono

giudici di carriera specializzati presso ogni tribunale, che si occupino di tutte le controversie che riguardano i diritti delle persone e della famiglia. Oggi invece tutte le decisioni che condizioneranno il futuro della tua famiglia possono essere affidate a giudici onorari;


vogliono

che cessi la proliferazione di prassi variegate, in contraddizione fra loro, da un tribunale all’altro, e che venga introdotto un rito unico, celere e snello, caratterizzato da regole chiare e uniformi, posto a tutela dei diritti di tutti, compresi i figli nati al di fuori del matrimonio che, oggi, nonostante l’ultima riforma sulla filiazione, sono ancora soggetti a diverse regole procedurali;


vogliono

un divorzio diretto ed invece tutti, anche le coppie senza figli e senza alcun conflitto, devono prima separarsi, aspettare anni per divorziare, e affrontare il costo, lo stress e la durata di due cause


Per tutti questi motivi gli avvocati dell’AIAF continueranno a lottare.

Perché oggi è in gioco il tuo diritto, il diritto di tutti i cittadini, ad un processo giusto e accessibile a tutti, all’altezza di un paese civile e democratico.

Comunicato dell’AIAF sulla protesta dell’Avvocatura

Comunicato dell’AIAF sulla protesta dell’Avvocatura

L’AIAF invita i colleghi a diffondere e a consegnare ai propri assistiti il comunicato per i cittadini;
Conferma che condivide le ragioni di protesta avanzate dall’avvocatura attraverso l’OUA insieme alle altre istituzioni, associazioni e ordini forensi, soprattutto  per le proposte di riforma contenute nell’ultimo Ddl delega sul processo civile, per l’aumento dei costi di accesso alla giustizia, per i tagli al patrocinio a carico dello Stato.
Auspica un fattivo incontro a livello nazionale con gli altri operatori di giustizia, i magistrati in particolare che attraverso l’Anm nel distretto della Sardegna, hanno inviato segnali positivi per l’elaborazione di proposte comuni da consegnare al governo nell’interesse di tutti a una giustizia efficiente e giusta;
Segnala ai colleghi l’importanza di garantire efficacia, con una adesione unitaria e costante, alle iniziative di protesta deliberate dall’OUA a Roma il 19.02.2014, che prevedono ogni forma lecita di disobbedienza civile e, qualora il governo non  ritiri il Ddl sulla giustizia civile, l’astensione dall’attività giudiziaria civile, penale, amministrativa, tributaria e contabile.

Iniziative di protesta dell’avvocatura italiana contro la crisi della giustizia per tutelare il diritto delle persone all’accesso alla giurisdizione e al giudice naturale, e il diritto degli avvocati a un lavoro libero e dignitoso. Astensione da tutte le udienze, per i giorni 18, 19, 20 febbraio 2014

Iniziative di protesta dell’avvocatura italiana contro la crisi della giustizia per tutelare il diritto delle persone all’accesso alla giurisdizione e al giudice naturale, e il diritto degli avvocati a un lavoro libero e dignitoso.

Astensione da tutte le udienze, per i giorni 18, 19, 20  febbraio 2014;

Manifestazione pubblica a Roma giovedì 20  febbraio 2014 ore 13, da Piazza della Repubblica a Piazza dodici apostoli

Solidarietà all’avvocatura della Sardegna

Cari Colleghi e Colleghe,

Ricordo a tutti il valore di una adesione unitaria alle iniziative di protesta, astensioni, assemblee e pubbliche manifestazioni che si terranno in tutte le sedi giudiziarie nei giorni 18, 19 e 20 febbraio prossimi.

Voglio anche ricordare che i Fori della Sardegna hanno indetto per il prossimo 18 febbraio a Cagliari l’Assise Generale degli avvocati sardi per proseguire il confronto sulle forme di protesta in atto sin dal 11 febbraio, previste fino a quando non saranno manifestati da parte del Ministro della Giustizia e del Governo segni concreti di volere instaurare un confronto e una concertazione con gli organi istituzionali e politici dell’Avvocatura sulle riforme e i temi della Giustizia.

L’AIAF condivide le ragioni e le motivazioni della protesta, auspica un ampio coinvolgimento dell’opinione pubblica e ribadisce l’alta funzione sociale che l’avvocatura tutta svolge quotidianamente, specialmente in materia di diritto di famiglia per la tutela dei diritti relazionali delle persone, diritti umani fondamentali costituzionalmente protetti.

Segnala il pericolo attuale di una loro tutela giurisdizionale demandata interamente alla giustizia onoraria, come previsto, in caso di carenza di organico, dalla circolare del CSM sulle tabelle per gli anni 2014/2016 ( art. 61 ).

Denuncia che già ora in molti tribunali le procedure in materia familiare vengono assegnate, non solo per qualche singolo atto, ma per l’intera trattazione ai Giudici Onorari; a cui sono invece preclusi i procedimenti possessori e cautelari, quelli in materia fallimentare e societaria; quelli relativi alla proprietà intellettuale e industriale; per i quali, evidentemente, si ritiene necessaria una competenza specifica del giudice togato, ritenuta non indispensabile, invece, per la materia familiare e per i fondamentali diritti umani che le appartengono.

Si vanifica, cosi, una delle più importanti battaglie dell’AIAF per i cittadini, quella per la giurisdizione specializzata che costituisce la garanzia di una competente risposta alla domanda di giustizia, la cui inadeguatezza e intempestività spesso da luogo a tragedie familiari.

In occasione dell’astensione in corso, l’ANM – Sezione Sardegna, ha emesso un comunicato ove si precisa che molte tra le problematiche poste a fondamento dell’astensione ( tra cui il completamento dell’organico) hanno già costituito oggetto di discussione critica anche all’interno della magistratura associata, e si ribadisce, come già accennato nell’ intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario, che  la celerità della risposta giudiziaria e la deflazione della relativa domanda non possono in alcun modo sacrificare la piena tutela dei diritti, se non a costo della perdita della finalità della giurisdizione stessa”

L’AIAF esprime l’auspicio che si possa avviare un costruttivo confronto tra gli operatori della giustizia, oltre che col governo e i suoi ministri, e si individuino una serie di proposte concrete di carattere non solo generale ma anche locale per realizzare una maggiore funzionalità del sistema e degli uffici giudiziari, nel pieno rispetto dei diritti delle persone e della dignità della nostra professione.

Milano, 17 febbraio 2014

il Presidente

Avv. Luisella Fanni

Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell’infanzia

Si è tenuta a Roma la riunione periodica della Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell’infanzia, organismo collegiale previsto dalla L. 112/2011, costituito dai Garanti e dai Pubblici Tutori dei minori regionali e delle province autonome, presieduta dal Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Vincenzo Spadafora, che ha richiamato coloro che lavorano nel mondo della comunicazione al rispetto dei principi sanciti dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia.

Il Consiglio dei Ministri, dando piena attuazione alla sentenza della Corte Europea di Strasburgo, ha approvato un disegno di legge contenente disposizioni in materia di attribuzione del cognome ai figli, che prevede l’obbligo per l’ufficiale di stato civile della iscrizione all’atto di nascita del cognome materno in caso di accordo tra entrambi genitori

10 gennaio 2014

Il Consiglio dei Ministri, dando piena attuazione alla sentenza della Corte Europea di Strasburgo, ha approvato un disegno di legge contenente disposizioni in materia di attribuzione del cognome ai figli, che prevede l’obbligo per l’ufficiale di stato civile della iscrizione all’atto di nascita del cognome materno in caso di accordo tra entrambi genitori.
Nel comunicato del Governo si legge che “nel dare piena attuazione alla sentenza della Corte europea inerente al cognome materno, tuttavia, il Consiglio dei ministri ha rilevato che la complessa materia presenta ulteriori profili che, oltre ad essere ovviamente aperti al dibattito parlamentare, saranno, in sede governativa, approfonditi da un gruppo di lavoro presso la Presidenza del Consiglio, con la partecipazione dei rappresentanti dell’Interno, degli Affari esteri, della Giustizia e delle Pari Opportunità.”