22 Maggio 2004

Comunicato del Consiglio di Presidenza in occasione del Congresso Nazionale AIAF

Il Consiglio di Presidenza dell’AIAF, a seguito del dibattito emerso nell’assemblea congressuale tenutasi a Roma il 22 maggio 2004, nel far proprie le istanze e le conclusioni emerse,

richiamato il contenuto di tutti i documenti dell’Associazione in merito alla analisi dei progetti di riforma sul diritto di famiglia e la giustizia minorile

RIBADISCE

la necessità di avviare una riforma organica del settore sia in sede civile che penale, sia dal punto di vista processuale ed anche sostanziale, e la conseguente opposizione dell’Associazione ad interventi riformatori parziali ed emergenziali che mal si conciliano con la specialità e delicatezza della materia;

RILEVA

che attualmente sono pendenti in Parlamento riforme che investono direttamente la materia della quale gli avvocati dell’AIAF si occupano ed in merito alla quale hanno una precisa e specializzata professionalità ed in particolare quelli che attengono la disciplina dei procedimenti di separazione e di divorzio così come preannunciata nel Disegno di legge Governativo n. 2517, seppure con le modifiche apportate dalla Commissione Giustizia della Camera il 31 luglio 2003,

e che appare comunque inopportuna ed intempestiva, stante l’auspicata imminente riforma generale del processo di cognizione ordinario previsto dal Disegno di legge delega elaborato dalla Commissione Ministeriale sulla Riforma del Processo Civile presieduta dal Prof. Romano Vaccarella, che nella propria attuazione dovrà tenere in considerazione la richiesta più volte avanzata della unificazione dei riti, la necessità di intervenire radicalmente sul rito del processo camerale che non tutela in alcun modo il diritto di difesa dei cittadini, ed anche la necessità di individuare alla luce delle difformità di interpretazione del rito applicabile ai giudizi di famiglia, modifiche delle norme processuali vigenti al fine di realizzare un processo che garantisca ai cittadini il diritto di difesa ed al contempo un giudizio rapido ed una esecuzione efficace

RIBADISCE

la necessità che non venga differita ulteriormente l’entrata in vigore della legge 149/2001, in ordine alla quale il sottosegretario On.Iole Santelli pubblicamente il 18 luglio 2002 dichiarava in un convegno sulla giustizia dei minori e della famiglia “il tempo massimo è il 2003”

ESPRIME DISSENSO

in ordine ai seguenti provvedimenti legislativi allo studio del Parlamento: il testo unificato elaborato dal relatore On.le Paniz “Nuove norme in materia di separazione dei coniugi e affidamento condiviso dei figli”, il Disegno di legge governativo n. 2517/C recante “Misure urgenti e delega al Governo in materia di diritto di famiglia e dei minori” approvato dal Consiglio dei Ministri il 1 marzo 2002, così come emendato nella seduta del 7 marzo 2003, ed ulteriormente emendato il 16 aprile 2003, con le successive modifiche apportate dalla Commissione Giustizia della Camera il 31.7.03; il Disegno di legge recante”Disciplina della difesa di ufficio nei giudizi civili minorili e modifica degli artt.336 e 337 c.c. in materia di procedimenti civili dinanzi al Tribunali per i Minorenni” approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 31 luglio 2003, nonché i disegni di legge in materia di difensore civico dei minori quali il n.1916 (Ripamonti), 2469 (Rollandin), il 2461 (Gubert); il 2649 ( Bucciero); il 2703 ( Franco)

In particolare esprime un TOTALE DISSENSO

sulle proposte contenute nel testo unificato elaborato dal relatore On.le Paniz, anche nella sua più recente stesura, che ha stralciato la parte relativa alla modifica delle norme processuali, pur prendendo atto che la protesta pressocchè unanime dell’Avvocatura, nonchè di ampi settori della magistratura e degli esperti in mediazione familiare e discipline psicologiche, ha costretto la maggioranza di governo a mitigare la proposta di legge inizialmente presentata, che prevedeva in modo acritico l’affidamento condiviso come regola generale a tutte le coppie genitoriali, mentre nella attuale stesura prevede la possibilità per il giudice di decidere, valutando caso per caso le diverse situazioni, necessità ed opportunità.

Pur ritenendo, infatti, che l’affidamento congiunto costituisca l’obiettivo cui si debba tendere nell’interesse del minore, le proposte contenute nel testo Paniz, sono di fatto suggestivi gettoni verbali utilizzati al fine di propaganda, mentre al contrario si è dimostrato come il testo di legge così come formulato sia assolutamente inidoneo a raggiungere gli scopi proclamati.

Lo stesso vorrebbe utilizzare la mediazione familiare, importante strumento offerto dalla psicologia in sostegno alle coppie in difficoltà, ma nel regolamentare il ricorso alla stessa evidenzia in pieno la propria assoluta non conoscenza dell’istituto. La mediazione, infatti, deve essere disciplinata con un provvedimento ad hoc, non può essere imposta per legge ed il legislatore dovrà promuoverne la diffusione e la conoscenza come strumento extraprocessuale, garantendo ai cittadini l’adeguata preparazione e professionalità dei mediatori.

REITERA LA RICHIESTA DI UN INTERVENTO LEGISLATIVO

In ordine al Disegno di legge recante: “Disciplina della difesa d’ufficio nei giudizi civili e minorili e modifica degli articoli 336 e 337 del codice civile in materia di procedimenti davanti al Tribunale per i Minorenni”, per quel che attiene i procedimenti camerali, considerati assolutamente inadeguati in quanto caratterizzati dalla violazione del principio del contraddittorio e dalla segretezza del procedimento in generale.

L’Avvocatura, infatti, pur apprezzando il tentativo di intervenire in tal senso con il Disegno di legge relativo alle procedure ex artt.336 e 337 c.c., che tuttavia contiene notevoli inesattezze e lacune, sottolinea la necessità di una modifica legislativa di portata più generale, che riveda il concetto di potestà dei genitori, del diritto del minore di essere ascoltato, come prevedono le Convenzioni Internazionali, e di essere rappresentato in giudizio.

In merito a tutti i procedimenti relativi all’istituzione del difensore civico del minore l’AIAF ha avviato uno studio in merito agli stessi ed in attesa della formulazione del testo unificato si riserva ogni valutazione manifestando comunque perplessità per l’ulteriore intervento frazionato, parziale del Parlamento in tema di famiglia e minori.

RIBADISCE

la assoluta ed imprescindibile necessità di formazione permanente di settore per Avvocati e Magistrati

CHIEDE

che il Governo ed il Parlamento intervengano con un unico progetto di riforma organica e funzionale su tutta la materia della famiglia e dei minori

SI IMPEGNA

sin da ora, a fornire tutta la collaborazione necessaria per redigere testi normativi utili, adeguati ai mutamenti sociali, al diritto dei cittadini ad un migliore servizio giustizia, alla esigenza degli operatori del settore di svolgere il proprio compito con modalità rispettose della dignità del proprio lavoro.